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Segesta

Segesta è uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia, sita a 4 chilometri da Calatafimi, sorge sul Monte Barbaro dove svetta a 400 metri sul livello del mare. Città ormai disabitata e magica, Segesta anticamente fu un centro ellenizzato. Il suo nome greco era Egesta e la leggenda la vuole fondata da Eceste, figlio di una donna troiana, ma nato il Sicilia. Eceste avrebbe fondato Segesta una vota ritornato in Sicilia, dopo un suo viaggio a Troia, nel 1100 a.C. circa. Nel 307 a.C. Agatocle di Siracusa distrusse la città, dopo essersi insediato con una colonia militare. La decadenza di Segesta cominciò inizio nel I secolo a.C., ma fu abbandonata definitivamente soltanto nel Medioevo.

 

Oggi restano le rovine della città, che occupano due cime del Monte Barbaro. Mirabili sono il suo teatro ellenistico, che risale al III secolo a.C., i resti del santuario classico e il grande tempio dorico risalente alla prima metà del V secolo a.C.. Il tempio dorico di Segesta è uno dei templi che meglio si sono conservati in tutta la Sicilia. Di grande importanza archeologica è anche la necropoli ellenistica fuori le mura. L’impianto urbano della città è ancora oggetto di studio di archeologi e ricercatori, che hanno segnalato anche la presenza di un’agorà e di alcune abitazioni, nonché dei più recenti resti di un castello, di una moschea e di una chiesa risalente al 1442 nei pressi del teatro.

 

Nella tradizione classica, Segesta era la dea romana che proteggeva il grano al momento della sua nascita. Virgilio nell’Eneide la chiama Acesta, anche se una leggenda fa risalire il nome della città alla Ninfa Egesta, che aveva ospitato Enea durante i suoi viaggi.